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buona parte della loro energia così che, dopo una ventina di urti, la loro
energia è ridotta a meno di un decimilionesimo dell' energia iniziale.
Questi neutroni lenti seguitano a vagare nell'interno dell' acqua o della
paraffina ed hanno così una elevata probabilità di colpire i nuclei della
sostanza da trasformare.
L'efficienza dei neutroni lenti per produrre sostanze radioattive
artificiali è in molti casi enormemente maggiore di quella dei neutroni
veloci; e 1'esaltazione delle attivazioni che si possono così ottenere arriva
ad essere di un centinaio di volte.
Questi fenomeni si possono dimostrare sperimentalmente in modo
facile. Come elemento del quale produrre la radioattività artificiale sce-
glieremo il rodio; oltre a dare effetti di notevole intensità, esso presenta il
vantaggio di produrre elementi radioattivi di vita molto breve; per modo
che basta un breve periodo di irradiazione per mostrare il fenomeno.
La sorgente di neutroni, preparata come ho già detto, si trova
alla distanza di una decina di metri dal contatore; una massa di piombo
interposta impedisce che i raggi (che vengono emessi dalla sorgente
insieme ai neutroni) raggiungano il contatore mascherando il fenomeno
che mostrerò.
La laminetta di rodio che, avvicinata al contatore prima dell'attiva-
zione, non produce su di esso nessun effetto, viene ora avvicinata alla
sorgente di neutroni, la quale è stata a sua volta collocata nell'interno di
un grosso blocco di paraffina allo scopo di rallentare i neutroni col
procedimento che ho sopra descritto. Trascorsi un paio di minuti ripren-
diamo la laminetta di rodio e avviciniamola di nuovo al contatore.
Il gran numero di impulsi, bene udibili in tutta la sala, rivela la radio-
attività acquistata dal rodio.
Come ho detto questa attivazione è di durata effimera; man mano
che il tempo passa la sua intensità diminuisce e tra una diecina di minuti
sarà scomparsa del tutto.
Altre sostanze, a differenza del rodio, richiedono bensì un tempo
più lungo per essere irradiate; però la loro radioattività dura un tempo
più lungo che può essere di ore, di giorni o anche di mesi. Così per esem-
pio il radiosodio ha una vita media di 15 ore, il radioarsenico di circa un
giorno, uno dei radio iridi di circa due mesi ecc.
16 I Enrico Fermi

